“È gravissimo che Alcoa apra unilateralmente la procedura di cassa integrazione quando al tavolo del governo si stanno definendo misure sull’energia che accolgono tutte le principali richieste aziendali.” Lo ha detto Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom Cgil, intervenendo all’assemblea dei lavoratori dell’Alcoa di Fusina, in Veneto, dopo che la multinazionale ha ufficializzato, questa mattina, l’avvio della cassa integrazione sia negli stabilimenti sardi che in quelli veneti.
“Noi respingiamo - ha aggiunto Cremaschi – questa cassa integrazione perché, come ha detto più volte l’azienda, essa ha il solo scopo di predisporre alla chiusura degli stabilimenti di Portovesme e di Fusina. È giunto il momento che Alcoa dica con chiarezza cosa vuole fare e al governo chiediamo di usare tutti gli strumenti della pressione politica e istituzionale per imporre alla multinazionale di continuare l’attività. L’azienda deve sapere che non accetteremo mai lo smantellamento del gruppo, in Sardegna come nel Veneto”.
Nel frattempo Cgil, Cisl e Uil stanno pensando, probabilmente per giovedì, a uno sciopero generale del Sulcis-Iglesiente. Ai rappresentanti dei lavoratori l’azienda ha comunicato che domani (12 gennaio) incontrerà l’Enel per valutare la proposta di fornitura elettrica a prezzi competitivi, quindi i rappresentanti del ministero dello Sviluppo economico. Lunedì scade il termine indicato dall’azienda per accettare le proposte del dicastero.