Se gli Stati Uniti si muovono, l’Europa non può restare a guardare. È questo il senso della riunione informale dei ministri dell’Industria della Ue svoltasi oggi (16 gennaio) a Bruxelles per fare il punto sull’emergenza nel settore auto. Incentivi alla rottamazione, misure fiscali e gare per il settore pubblico sono le tre proposte approvate dai 27 ministri, da mettere in pratica con azioni coordinate a livello europeo. È il segnale concreto che, di fronte alla grave crisi che sta colpendo il settore, la Ue è preoccupata dal piano Usa per il salvataggio di Gm, Ford e Chrysler. Per questo i ministri dell’Industria sottolineano nel documento finale “la necessità di un dialogo in tempi ravvicinati con la nuova amministrazione statunitense sul futuro dell’industria automobilistica in entrambe le sponde dell’Atlantico”.
“Non abbiamo discusso di un revival delle politiche sugli aiuti di Stato – ha precisato il commissario Ue per l’Industria Gunter Verheugen – ma tutti sono d’accordo sulla necessità di misure mirate agli obiettivi di salvaguardia ambientale e di evitare distorsioni della concorrenza e del mercato interno”. La questione riguarda l’intero continente. Se non tutti i paesi hanno direttamente un’industria automobilistica, infatti, l’indotto interessa la globalità dei paesi europei: il settore auto produce nel suo insieme circa il 10-12 per cento del Pil e dà lavoro a 12 milioni di persone.
FINANZIAMENTI RADDOPPIATI. In campo c’è anche la Banca europea degli investimenti (Bei), braccio finanziario dell’Ue, pronta a potenziare i suoi finanziamenti a favore del comparto automobilistico. Così annunciano i vertici della banca alla fine della riunione dei ministri Ue. La Bei a dicembre si era impegnata a stanziare 15 miliardi di euro complessivi a favore delle imprese più colpite dalla crisi, di cui 4 destianti alle settore auto e alle case che investono in progetti ‘verdi’. Nel corso della discussione si è fatta avanti l’ipotesi di raddoppiare tale impegno finanziario, portandolo da 4 a 8 miliardi di euro.
SCAJOLA: NON POSSIAMO SOCCOMBERE AGLI AIUTI USA. “Non possiamo soccombere alla politica Usa di aiuti al settore dell’auto”, ha detto chiaramente il ministro Claudio Scajola al termine della riunione informale di Bruxelles: “L’Italia – ha aggiunto – guarda con grande preoccupazione alla crisi dell’auto”, e per questo “il governo sta valutando eventuali nuove misure alla luce dei risultati del confronto europeo”. La responsabile francese dell’Economia, Christine Lagarde, ha posto l’accento sul “bisogno di finanziamento” dei costruttori di auto europei e sulla “necessità di ammorbidire le regole” sugli interventi statali.
I NUMERI DELLE DIFFICOLTA’. Nissan taglierà 1.200 posti di lavoro negli stabilimenti inglesi. Honda licenzierà 3.100 posizioni entro la fine di aprile. E anche Dacia potrebbe licenziare nei prossimi mesi 4.000 dei circa 14.000 dipendenti, ha fatto sapere il vicepresidente della casa automobilista romena. Quanto al nostro paese, nuova cassa integrazione alla Fiat, le cui fabbriche erano già rimaste chiuse tra dicembre e gennaio: circa 1.200 impiegati degli enti centrali dell’Iveco andranno in cassa dal 9 al 22 febbraio. A febbraio e marzo altre due settimane di cig per i lavoratori della Fiat di Pomigliano d’Arco (Napoli). “Grande preoccupazione per lo stato del gruppo Fiat e per la pesantissima situazione di tutto il settore collegato”, è stata espressa in settimana in un comunicato unitario delle segreterie nazionali di Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil e Fismic.